Mi picerebbe scrivere su questo blog delle gesta atletiche dei vari Totti, Ibrahimovic, Del Piero, Kakà … e invece dopo anni di discussioni su come risolvere il problema della violenza negli stadi ancora una volta mi ritrovo a parlare di disordini, incidenti, scontri polizia-ultras e soprattutto di un ragazzo che ha perso la vita.
Il calcio è passione, divertimento, allegria. Ci stanno gli sfottò tra la varie tifoserie ma tutto deve rientrare entro determinati limiti e non degenerare in guerriglie urbane. Tutti siamo dispiaciuti del tragico evento accaduto domenica mattina in un autogrill di Arezzo, ma le tifoserie organizzate sono riuscite a prendere a pretesto tale doloroso episodio per scatenare tutta la loro frustazione e violenza repressa. Se avessero voluto veramente onorare la memoria del povero Gabriele
non facendo disputare le gare avrebbero potuto farlo in maniera alternativa, per esempio avrebbero potuto disertare in massa lo stadio e manifestare così il dissenso con la decisione della Lega e delle istituzioni politiche. A loro non importava nulla del fatto che un giovane avesse perso la vita e si sono appigliati a ciò per compiere atti di vandalismo.
In realtà quelli che si fregiano dell’etichetta ultras per compiere atti di teppismo non possono essere considerati tifosi ma criminali. Il tifoso è colui il quale incita la propria squadra, va allo stadio per assistere ad uno spettacolo, per trascorrere una giornata di festa.
E’ ora di finirla! Di troncare ogni rapporto tra socità ed ultras! In tal senso è da elogiare l’iniziativa del presidente, dei giocatori e dell’allenatore dell’Atalanta. Spero che tutte le altre società seguano la volontà del presidente Ruggeri di ribellarsi ai violenti.
La sospensione dei campionati non credo sia la soluzione più giusta per debellare tale problema, in quanto significherebbe darla vinta a persone che cercano solo di creare disordini e per cui l’evento sportivo è l’ultimo dei pensieri.  Â
Il calcio non ha bisogno di ultras ma di tifosi veri pronti a sostenere la propria squadra e consapevoli che alla fine si tratta di un gioco, di una passione a cui noi tutti, veri amanti di questo splendido sport, non possiamo rinunciare!
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